BIMBODAY: INSEGNARE LA PREVENZIONE GIOCANDO

BIMBODAY: INSEGNARE LA PREVENZIONE GIOCANDO

“Un dentino caduto, una fatina in aiuto. Nulla che non si possa risolvere con un’avventura dal dentista anche se sei un lupetto”.

Sono queste alcune delle frasi della fiaba “Lupetto Dentino” di Anna Franco, odontoiatra e pedodontista, e dell’artista Marta Vettoretto, presentata ufficialmente all’interno della clinica odontoiatrica Addendo, in occasione del BIMBODAY, una giornata dedicata alla prevenzione orale, con visite gratuite per i bambini.

Una fiaba raccontata con illustrazioni e disegni a cura di Mattia Rossi, per smettere di aver paura del dentista e imparare, sorridendo, alcune importanti abitudini, che devono essere apprese sin da piccoli con il prezioso supporto dei genitori.

“La genesi di questo libro è strettamente connessa all’amicizia che mi lega da anni a Marta – racconta la dottoressa Franco – con cui siamo state anche vicine di casa. Un giorno ci siamo incontrate e lei, che si era già occupata di narrativa per l’infanzia, mi ha proposto di scrivere un libro sulla prevenzione orale per i bambini. Intanto stiamo già lavorando per il secondo episodio di Lupetto che questa volta parlerà di apparecchio ai denti”.

Una sorta di manuale di comportamento che contempla alla fine del libro, 8 brevi pillole informative: fare la prima visita dal dentista tra i 18 e i 24 mesi, mangiare in modo corretto, senza abusare troppo degli zuccheri e lavarsi sempre i denti prima di andare a dormire.

Da qui l’importanza del BIMBODAY,  che in un’atmosfera di grande allegria ha dato il benvenuto a tutti i piccoli pazienti che, accompagnati dai genitori, sono stati visitati gratuitamente dal professionale team di medici della clinica, con la presenza delle dottoressa Valentina Ragusa, igienista dentale e Martha Marin Abreu, odontoiatra pedodontista.

Parte attiva della giornata sono stati anche i genitori piu consapevoli e informati sulle metodologie di prevenzione con visite programmate durante il corso dell’anno per infondere nei propri figli le cosiddette “buone abitudini”.

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